Dopo Twitter e Facebook i furti di identità arrivano su Instagram

furto identità

I colpevoli di questa nuova frode informatica sono dei programmi automatici, chiamati in gergo spambot, che copiano automaticamente le informazioni presenti su account del social network generandone altrettanti, ma con nomi falsi.

Le foto sono le stesse, i messaggi anche, ma non è il tuo account. Dopo Facebook e Twitter arrivano anche su Instagram i profili personali clonati. I colpevoli di questa nuova frode informatica sono dei programmi automatici, chiamati in gergo spambot, che copiano automaticamente tutte le informazioni presenti su account del social network fotografico generandone altrettanti, ma con nomi falsi. Il primo a lanciare l’allarme è stato Christian Mazza, video director del sito statunitense The Verge, che ha vissuto sulla propria pelle il disagio. 

 

Da un giorno all’altro è apparso su Instagram un profilo del tutto simile al suo, compreso di foto e testi, ma con un nome utente differente. Mazza preoccupato per il furto d’identità su Instragram ha iniziato ad indagare.  

Poco dopo è arrivata la risposta. Satnam Narang, un ricercatore dell’azienda produttrice di anti-virus Symatech, gli ha spiegato cosa è successo. “Questi falsi account nascono per foraggiare il business illegale dei falsi follower sui social network, è capitato anche al mio account Twitter” dice Narang. 

 

Infatti come per Twitter e Facebook, esiste un mercato nero di fan e follower anche per Instagram. Se si è in cerca di notorietà sui social network, in breve tempo e senza particolari sforzi, si possono acquistare in massa nuovi falsi fan. I prezzi vanno dai 3 dollari per 100 follower a 3 dollari per 1.000, dipende tutto dal venditore. 

 

A differenza di Twitter il mercato di account cloni di Instagram si basa principalmente sui “mi piace”. Gli acquirenti possono essere celebrità “minori”, fotografi professionisti che pensano di dare una scossa al proprio business aumentando la loro visibilità, consulenti nel campo dei social media che vogliono apparire o persone particolarmente egocentriche. 

 

Questi tipi di account si possono riconoscere facilmente dalla disparità tra follower e following: seguono molti profili, ma pochissime persone seguono loro. Secondo Christian Mazza, il giornalista di The Verge a cui è stato rubato il profilo Instagram, il trucco degli spambot funziona bene. Costruire una schiera di falsi utenti sui social network per poi venderla è molto difficile se si vuole farlo manualmente. Farlo con uno spambot è semplicissimo. Il programma copia automaticamente tutto ciò che è presente su un profilo esistente rendendolo più realistico e anche più vendibile sul mercato nero. 

 

Ma anche gli spambot sbagliano. Oltre alle foto, i “bot” copiano anche i tag generati dalle persone. Se l’utente a cui è stato clonato il profilo inserisce nelle foto dei tag con i nomi dei propri amici di Instagram anche il profilo falso lo farà segnalando così la sua esistenza.  

 

Come eliminare i falsi account. Se il proprio profilo viene clonato, bisogna provarlo. Instagram, come spiega nella sua policy, tiene molto alla privacy dei propri clienti e ritiene il furto d’identità una pratica gravissima. Proprio per questi motivi se si vuole segnalare un account clone bisogna compilare un modulo online e inviare in allegato un foto identificata (ad es. passaporto, carta di identità, patente di guida). (Fonte: La Stampa)

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